Il gigante Brunetta
12 AGO 20

Aveva messo il dito sulla piaga italiana dei fannulloni della pubblica amministrazione. Aveva tentato una cura energica per sconfiggere la peggiore Italia. I suoi nemici erano i parassiti di ogni colore politico, di ogni categoria sociale e di ogni età: comunisti, fascisti, democristiani, duri e mollaccioni, istruiti e ignoranti, signori e cafoni. Mentre applaudivano Renato Brunetta i vecchi comunisti operosi, i giovani sognatori, i nostalgici di un passato vagheggiato in assenza di un solido presente, i nuovi liberali, i giovani studiosi, gli imprenditori delle idee e del fare, i lavoratori veri, i disoccupati con la voglia di un lavoro. Dov’è finito quel gigante? Non lo trovo più. Si è perso nell’ombra del vecchio capo fra pitonesse, falchi spennacchiati, colombe in piccionaia. Mi piacerebbe veder di nuovo in prima linea quel gigante che non esitava a schierarsi con l’Italia migliore.